Nel precedente articolo abbiamo visto l’introduzione ai filtri fotografici; oggi ti racconto qualcosa in più sul filtro polarizzatore o filtro CPL, che sulla lente della macchina fotografica fa proprio lo stesso effetto che fanno le lenti di certi occhiali da sole (fonte immagine)
Se non sai usare il filtro polarizzatore, sembra inutile!
A differenza di un filtro ND o un filtro IR, di cui parleremo nei prossimi post e dove appare subito evidente l’effetto che producono, il filtro CPL ha alcune accortezze che devono essere utilizzate. Come spiegato nel precedente articolo, il polarizzatore consente di far giungere al sensore solo la radiazione luminosa orientata in una certa direzione pertanto:
♦ Deve essere ruotato fino a quando non riscontri il momento in cui funziona meglio, cioè elimina più riflessi ed il cielo appare dunque più scuro
Questo accade perché, come abbiamo già visto, il filtro polarizzatore consente di far passare le radiazioni luminose provenienti da una sola direzione, proprio come appare chiaro guardando questa immagine che ho preso dal sito Nikon School:
♦ La migliore resa si ha quando ti trovi a 90° rispetto al sole
♦ La peggiore resa si ha quando hai il sole alle spalle
♦ Non si adatta molto bene ad ottiche grandangolari perché potrebbe non coprire tutta l’estensione del cielo
♦ Idoneo per situazioni di luce diffusa, “morbida”
♦ Adatto per le lunghe esposizioni
Tutto qui! Ricordati solamente che solitamente un filtro CPL ti fa perdere 1 Stop. Ora non ti resta che provare per credere, perché
se provi il filtro CPL non lo lasci più!
Hai già usato un filtro CPL? Fammelo sapere nei commenti!
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